Home Presentazione Biblioteca on-line Bibl. di Spalato CI-FRT Geografia Storia News e "Il Dalmata" Chat
 
 Fondazione scientifico culturale Eugenio Dario e Maria Rustia Traine
 via dei Giacinti, 8 Trieste
 T: 040.425118   F: 040.4260637    contact: info@rustiatraine.it


storiacitta
Zara - Zadar
 Distanze
Km
Mi
 Galleria foto ?
 Galleria Cartoline ?

 Info

Città antichissima, sulla costa del canale omonimo.
Il centro è raccolto su una stretta e lunga penisola parallela alla costa, ridotta a isola con lo scavo di un nuovo canale alla terraferma, nel XVII sec. (per ragioni strategico-militari) e poi nuovamente ricongiunta alla terraferma.
Il sobborgo di Cerarìa, è situato sulla sponda nord-orientale del porto, collegato alla città con un ponte, che limita praticamente il porto, la cui estrema parte interna forma la Valle de' Ghisi.

Antico centro dei Liburni, per aver aiutato Ottaviano nella prima guerra dalmatica (35 - 33 av.Cr.), fu eretta in colonia, che i Romani battezzarono Iader (gr. ΄Ιάδαιρα o ΄Ιάδερα , più tardi τα Διάδωρα ).
Sotto l'Impero la Città godette di grande prosperità, soprattutto per il commercio del vino e dell'olio.
Probabile toponimo antico (illirico): Hal Zara .
Varianti del toponimo Iader furono anche Iadera e Ieader .

Zara era fino agli Anni 40 del XX secolo un'amena città veneziana, che sarebbe giunta fino a noi integra nel suo assetto urbanistico e quindi perfettamente conservata nel suo preziosissimo patrimonio storico-monumentale.
Gli orrori-errori della guerra ed in particolare del secondo conflitto mondiale, si sono espressi accanitamente sulle sorti della Città, martirizzandone la popolazione che l'abitava e cancellandone per volontà politiche belliche internazionali l’identità storico-monumentale veneziana ed italiana.
La popolazione italiana superstite cominciò a trasferirsi in Italia, dopo la proclamazione (settembre 1943) dell'Adriatische Kuenstenland, che suggellò l'estensione della giurisdizione e dell'amministrazione militare del Terzo Reich sulla Dalmazia.
La politica d'epurazione etnica antiitaliana dei partigiani slavo-comunisti, proprio dal 1943, iniziò ad alimentare l'ultimo esodo della popolazione zaratina e dalmata italiane verso la Madrepatria.

Zara è da circa 50 anni sede universitaria e conserva ancora qualcuna delle sue caratteristiche e fiorenti industrie del passato (maraschino, pesce inscatolato), ma nel secondo dopoguerra alle attività tipiche quali la pesca, i traffici portuali, cementifici e distillerie, il settore che ha subito maggiore impulso è stato quello dell'industria della trasformazione (alimentare, non solo inerente alla conservazione del pesce, ma anche dei prodotti agricoli del circondario rurale), nonché dell'industria navalmeccanica (cantieri ed officine), di quella tessile, di qualla della lavorazione del legno (mobilifici), ed, ovviamente dell'industria turistico-ricettiva (grande sviluppo alberghiero di Puntamica in Pineta, vd.), interessata da un'esponenziale incremento tra gli Anni 50 e gli Anni 90 (come nel resto della Dalmazia costiera ed in gran parte di quella insulare). Il massiccio sviluppo di quest'ultimo settore industriale ha influenzato la realizzazione, la trasformazione e l'avviamento di nuove infrastrutture, servizi ed impieghi logistico-portuali, e per l'aumento della domanda/offerta della mobilità collettiva marittima (capolinea dei traghetti da Ancona e da altri scali dell'Adriatico Occidentale, nonché da e per altri porti dalmati costieri ed insulari) e della navigazione da diporto (nuovi marina).

Sotto sovranità italiana, formalizzata nel 1920 con il Trattato di Rapallo, Z. costituì Provincia, invero la più piccola del Regno d'Italia, amministrativamente suddivisa in due soli Comuni: quello di Z. (l'unico a superare allora i 10mila abitanti), e quello di Lagosta (ovvero l'isola e l' arcipelago omonimi, compresi l'isola di Cazza e gli Scogli Lagostini, nonché l'isola di Pelagosa e gli scogli circostanti, il cui territorio non superava all'epoca complessivamente i 2mila abitanti).


 Note Storiche
Primi Decenni del II Secolo av.Cr. - Popolazioni insediate ai confini della Dalmazia chiedono protezione ai Romani: è l'inizio delle cosidette guerre dalmatiche.
156 av.Cr. - 155 av.Cr. - Inizio e fine della Prima Guerra Dalmatica: viene riconosciuta la supremazia romana.
129 av.Cr. - Seconda guerra dalmatica
117 av.Cr. - Terza guerra dalmatica, che si conclude con il trionfo di L. Cecilio Metello Dalmatico.
78 av.Cr. - Ribellione della popolazione dalmatica.
51 av.Cr. - Giulio Cesare non riesce ad aver ragione dei Dalmati.
6 - 9 d.C. - Tiberio rappacifica definitivamente la Dalmazia.
29 av.Cr. - Ottaviano Augusto, ponendo fine alle guerre civili interne all'Italia, domina il futuro Impero. Egli rappacificherà la Provincia dell'Illirico (comprendente la "superior provincia Illyricum", ovvero la Dalmazia), assegnandola al Senato. Capoluogo della Dalmazia romana diviene Salona.
41 d.C. - Imperatore è Claudio, che darà il nome di Dalmatia alla superior provincia Illyricum.
47 av.Cr. - Le navi del cesariano P.Vatinio, presso Torcola, a S di Lesina, ingaggiano battaglia con la flotta pompeiana, comandata da M.Ottavio, sconfiggendola.
15 marzo 421 - Leggendaria fondazione di Venezia.
Alto Medioevo - Sorge un nuovo centro abitato: Sebenico, mentre Zara si mantiene fiorente anche dopo il tramonto dell'Impero Romano d'Occidente, sotto i Regni di Odoacre e di Teodorico.
476 - Caduta dell'Impero Romano d'Oriente: le coste adriatiche sono in balia di Odoacre…
540 - Zara ripassa sotto l'Impero.
559 - Basilio, rettore di Zara, dona al Comune la propria casa, affinché venga convertita in nosocomio.
615 - Invasione degli Avari e degli Slavi. Gli abitanti della Dalmazia interna si rifugiano sulla costa e sulle isole. Dopo la distruzione di Salona, Zara diviene il centro principale della Dalmazia sotto l'Impero Romano d'Oriente (capitale del Tema di Dalmazia) e residenza dello stratego (=governatore) imperiale.
630 - Avanzata dei Croati, subentranti agli Avari.
636 - Altra data indicante la distruzione di Salona.
751 - Fine dell'Esarcato ravennate. Caduta Ravenna, Zara ne eredita le funzioni, divenendo la più importante città dell'Adriatico e fortissima base strategica.
752 - Zara diventa capoluogo della Dalmazia bizantina.
Prima metà del IX sec.: per opera del Patriarca d'Aquileia, fondazione del vescovato di Nona, con giurisdizione su tutto il regno di Croazia e di Dalmazia.
Inizio del IX sec.: Zara è capitale del Ducato autonomo di Dalmazia, dapprima sotto sovranità franca, e dal 812 nuovamente sotto quella dell'Impero Romano d'Oriente.
827 - Prima armata veneziana in Dalmazia, in soccorso dell'Imperatore greco contro i Saraceni.
839 - Il Doge veneziano Tradonico prosegue la guerra contro gli Slavi Narentani che con atti di pirateria infestano l'Adriatico.
Seconda metà del IX sec.: Zara mantiene una forte posizione di preminenza, anche dopo il ristabilimento della sovranità imperiale.
880 - I missionari Cirillo e Metodio diffondono il rito slavo della Chiesa Orientale e l'alfabeto cirillico.
Inizio X sec.: menzione del toponimo "Nona" per mano di Costantino Porfirogenito (X sec.); Nona diviene dall'Alto Medioevo sede di distretto (in cr. "župa") e luogo di soggiorno periodico dei re d'Ungheria e di Croazia.
918 - Primo documento in dalmatico, lingua volgare neolatina.
924 - Tomislao è re croato di un territorio a sud del fiume Drava, e di parte della costa dell'Adriatico, sino ai fiumi Drina e Narenta.
928 - Il Vescovato di Nona entra in contrasto con quello di Spalato, sottrattosi dalla giurisdizione del Patriarca di Costantinopoli e riconoscente quella della Santa Sede. Leone VI dispone conseguentemente la soppressione del Vescovato.
Metà del X sec.: cenni a Zaravecchia per mano di Costantino Porfirogenito.
998 - Inizio dell'espansione veneziana nell'Adriatico.
1000 - Il Doge veneziano Pietro Orseolo II, viene insignito dall'Imperatore d'Oriente del titolo di Dux Dalmatiae e Senior delle città costiere; è il coronamento dei primi sforzi della conquista veneziana della costa adriatica. Ma contemporaneamente inizia anche il conflitto plurisecolare tra Venezia da una parte e gli Ungheresi ed i Croati dall'altra.
Inizio del XI sec.: Zara, premuta dagli Slavi, deve accettare l'appoggio della rivale Venezia, riconoscendo al Doge (verso il 1000), il titolo e l'ufficio di Duca di Dalmazia; cacciati gli Orseoli, si sottrae però quasi subito dalla dipendenza da Venezia.
Seconda metà del XI sec.: nel corso delle contese adriatiche tra Roma, Costantinopoli, Venezia, i Normanni ed i Croati, Zara entra nella giurisdizione ecclesiastica romana e si pose alternativamente sotto la protezione di Venezia e di Costantinopoli.
1076 - Il re croato Demetrio Zvonimir viene incoronato dal Papa di Roma: è l'inizio del legame tra i Croati e la Chiesa cattolica.
1094 - Doge di Venezia Duca di Croazia.
1097 - Occupazione a sorpresa di Re Colomanno d'Ungheria di parte della Dalmazia.
1102 - Il regno croato, che comprende parte della Dalmazia interna, si unisce a quello ungherese con a capo re Colomanno. Le città della costa rimangono fedeli a Venezia che rispetterà sempre i loro liberi Municipi ereditati dal Diritto romano.
Aprile 1105 - Occupazione Ungherese di Zara.
XII sec. - Consolidamento del potere comunale.
1115 - 16 - Riconquista veneziana di Zara e Zaravecchia (secondo fonti jugoslave Zaravecchia fu riconquistata ma distrutta nel 1125).
1154 - Il Vescovado di Zara è elevato ad Arcivescovado.
1183 - Rioccupazione ungherese di Zara (Re Béla III).
Estate del 1195 - Ragusa fa lega con Pisa, già vittoriosa su Genova e su Firenze, contro Venezia. Un anno più tardi Pisa sarà sconfitta nelle acque di Modone.
10 novembre 1202 - Sbarco dei Crociati a Zara (la flotta veneziana, trasportando in Oriente i cavalieri [IV Crociata], li fece sostare colà, conquistando la città ed abbattendone le mura; Venezia si fece saldare in questa maniera il residuo debito che i Crociati avevano contratto nel pagamento dei noli per il trasporto). A fine anno giungono ivi gli inviati del pretendente bizantino Alessio Angelo e del cognato Filippo di Svevia. Dopo aver oscillato per quasi un secolo tra la sovranità veneziana e quella ungherese, Enrico Dandolo vi stabilisce durevolmente il dominio della Repubblica Serenissima.
1205 - Definitivo consolidamento della sovranità veneziana.
1243 - 44 - Ribellione e riconquista veneziana di Zara.
1245 - Trattato della Serenissima Repubblica di Venezia con Re Béla d'Ungheria.
Marzo 1252 - Trattato definitivo con Venezia. Il Comune di Ragusa, a costituzione aristocratica, come tutti quelli dalmatici, ebbe come organi legislativi il Maggior Consiglio ed il Consiglio dei Pregadi, mentre l'Esecutivo era il Minor Consiglio ed il Senato; capo politico supremo rimase sempre invece il rappresentante di Venezia. Sotto il dominio veneziano R. raggiunse i confini della Narenta a N e delle Bocche di Cattaro a S.
1313 - Ribellione a Venezia e (23 settembre), ritorno all'obbedienza.
Agosto 1345 - Nuova ribellione di Zara.
15 settembre 1346 - Abbandono della Città da parte del Re d'Ungheria; resa a Venezia.
17 dicembre 1357 - Gli Ungheresi rioccupano per l'ennesima volta la Città. Un anno dopo, con la Pace di Zara la città passò sotto il potere del re d'Ungheria Lodovico I d'Angiò.
1358 - Pace di Zara. Cessa anche per Nona la protezione veneziana, acquisita trent'anni prima.
1382 - Dopo la morte di Luigi il Grande (n. 1342), la Città s'appoggiò via via alle regine d'Ungheria Elisabetta e Maria (1382 - 1386)...
...a Sigismondo di Lussemburgo (1386 - 1402)...
...a Ladislao di Napoli (1402 - 1409).
9 luglio 1409 - Re Ladislao d'Ungheria cede a Venezia Zara assieme a Pago e Novegradi ed i diritti legali su tutta la Dalmazia.
31 luglio 1409 - I Veneziani entrano in Città (il popolo prese a celebrare l'avvenimento come la sua festa e a poco a poco lo santificò chiamandolo la "Santa Intrada").
5 settembre 1409 - La cittadinanza veneziana de intus, estesa ai Zaratini. Z. divenne conseguentemente sede del Provveditore Generale della Dalmazia.
9 luglio 1409 - Re Ladislao d'Ungheria cede a Venezia Zara assieme a Pago e Novegradi ed i diritti legali su tutta la Dalmazia.
Nei secc. XV e XVI, la città godette di vita intensa e rigogliosa, anche se non del tutto tranquilla, per lo stato di guerra quasi permanente tra Venezia e la Turchia. Come accadde quasi per tutti i liberi Comuni del resto d'Italia, in regime di Signoria, gran parte del potere fu ceduto, in questo caso, al Conte, funzionario biennale di Venezia. La nobiltà, già classe dirigente, andò decadendo.
1410 - Ragusa è autonoma. Roccaforte di una libertà armata, che garantiva la "franchisia" o diritto d'asilo a quanti vi cercassero rifugio (tra gli altri durante l'Umanesimo ed il Rinascimento, Sigismondo Malatesta e Pier Soderini), raggiunse il massimo di floridezza economica tra il XV ed il XVI secolo, con splendida fioritura delle arti, delle lettere e delle scienze.
1416 - La Repubblica di Ragusa abolisce la schiavitù nel suo territorio e sulle navi della sua flotta.
1453 - Caduta di Costantinopoli; forte spinta musulmana nei Balcani: già forte nei secoli antecedenti, essa diviene una minaccia per l'Europa cristiana e per la Serenissima.
1499 - I Turchi conquistano gran parte dei Balcani, eccezion fatta per i possedimenti costieri veneziani.
1526 - Conclusione della conquista turca dei Balcani interni. Gruppi di guerrieri, in genere fuggiaschi (in serbocr. uskoci), iniziano un tenace lotta contro i nuovi dominatori. Con il passare degli anni essi alimenteranno pure la pirateria in Adriatico e diverranno noti come Uscocchi.
1537 - Snidati da Clissa, ove si erano raccolti precedentemente gli "Uscocchi" riparano a Segna, sul Canale della Morlacca (vd.), vivendo di pirateria e sovvenzionati dall'Austria.
7 ottobre 1571 - Battaglia di Lepanto e sconfitta Turca. Fra le 208 galee cristiane, 106 delle quali veneziane, sette sono dalmate (appartenendo ciascuna alle città di Arbe, Cattaro, Cherso, Lesina, Sebenico, Traù e Veglia).
Fine XVI sec.: dopo la battaglia di Lepanto, Z. migliorò la sua situazione, riprendendo con vigore le sue funzioni di capoluogo. In questo periodo fu rinnovata la struttura edilizia della città e fu costruito un insieme di potenti opere militari.
1574 - Costruzione della Cittadella, per volontà di Francesco Mocenigo.
1592 - Venezia nomina "provveditore contra Uscocchi" (che da poche centinaia di guerrieri avversi all'espansionismo turco nei Balcani, erano accresciuti nei circa settanta anni precedenti, anche per l'afflusso di avventurieri da Venezia stessa, dalla Romagna e dal Lazio, infestando l'Adriatico), Almorò Tiepolo, che istituisce un blocco navale della costa dalmata soggetta alla Casa d'Austria (della quale gli Uscocchi eran praticamente divenuti mercenari), ed inaugurando una caccia spietata.
1617 - Pace di Madrid: per intercessione di Francia e Spagna, l'Austria s'impegna a trapiantare gli Uscocchi all'interno della Croazia ed a bruciarne le navi: fine della pirateria organizzata in Adriatico. La catena montuosa designata oggi in croato come "Gorjanci", in italiano era nota come Monti degli Uscocchi.
1667 - Un catastrofico sisma devasta Ragusa e ne dimezza la popolazione (5mila vittime); nonostante il fiorire dei traffici la decadenza della Città viene accelerata dal triste evento. È in quest'epoca che inizia a corrompersi il carattere latino della Città ed a svilupparsi invece la cultura ragusea, composta di elementi italiani in veste slavizzante.
1699 - Pace di Carlowitz (vedasi Neum e Ragusa).
Inizio del XVIII sec. I limiti della provincia di Zara vengono ampiati alle Alpi Dinariche; il respiro della città capoluogo si fece più vasto, sì che la caduta della Repubblica Serenissima coglierà la città in pieno fervore di vita economica e culturale.
Inizio del XVII sec. - Guerriglia uscocca, avversa a Venezia e fomentata dalla Casa d'Austria.
Inizio del XVIII sec. - I limiti della provincia di Zara vengono ampiati alle Alpi Dinariche; il respiro della città capoluogo si fece più vasto, sì che la caduta della Repubblica coglierà la città in pieno fervore di vita economica e culturale.
Inizio del XVIII sec. I limiti della provincia di Zara vengono ampiati alle Alpi Dinariche; il respiro della città capoluogo si fece più vasto, sì che la caduta della Repubblica coglierà la città in pieno fervore di vita economica e culturale.
Inizio del XVIII sec. I limiti della provincia di Zara vengono ampiati alle Alpi Dinariche; il respiro della città capoluogo fattosi più vasto, coglierà la città in pieno fervore di vita economica e culturale, alla caduta della Repubblica Serenissima.
Inizio del XVIII sec. I limiti della provincia di Zara vengono ampiati alle Alpi Dinariche; il respiro della città capoluogo si fece più vasto, sì che la caduta della Repubblica coglierà la città in pieno fervore di vita economica e culturale.
17 ottobre 1797 - Trattato di Campoformido: la costa dalmata e tutti i territori della estinta Repubblica Serenissima passano all'Austria. Sono trascorsi 1376 anni, 5 mesi e 29 giorni dalla leggendaria fondazione di Venezia e 226 anni e 10 giorni dalla Battaglia di Lepanto.
1796-1797 - Napoleone dilaga a S delle Alpi: nella primavera del 1796 inizia la Campagna d'Italia. Dopo la sconfitta di Piemontesi (aprile 1796) e degli Austriaci (agosto-settembre 1796), la formazione con il Congresso di Modena della Repubblica Cispadana (16 ottobre 1796) e la capitolazione di Mantova (2 febbraio 1797), nella quale s'erano asserragliati gli Austriaci, in marzo le città del Veneto e del Friuli e le comunità rurali lombarde rinnovano il giuramento di fedeltà a Venezia e nell'aprile del 1797 Verona si solleva contro i Francesi. La repressione delle truppe napoleoniche nei confronti della coraggiosa popolazione del capoluogo berico è sanguinosissima (Pasque Veronesi, vd.). Il 25 aprile, a Graz, Napoleone dichiara che "sarà un Attila per lo Stato veneto" ed il primo maggio emana a Palmanova un proclama contro la Repubblica Serenissima. Le truppe francesi stringono d'assedio in quei giorni Venezia e la bombardano con proiettili incendiari da palloni aerostatici (primo bombardamento aereo della storia occidentale). La fine della millenaria Repubblica Serenissima, Signora dell'Adriatico (un tempo chiamato Golfo di Venezia) e del Mar di Levante, era ormai prossima, ma alla sconfitta militare terrestre della Repubblica di San Marco non corrisponderà quella marittima, vedendo prevalere indomitamente la marina veneziana, che farà ritorno vittoriosa a Venezia stessa quando essa avrà ormai capitolato.
6 maggio 1797; Venezia, Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio - Francesco Pesaro, Procuratore di San Marco, per l'incertezza attanagliante il Maggior Consiglio della Repubblica Serenissima, grida all'indeciso Doge Ludovico Manin: "Tolè su el Corno, e andè a Zara", ovvero "Prendete il Corno (che fu il simbolo del potere dogale), e recatevi a Zara", ove la Repubblica si perpetuerà... La fedeltà dalmata alla Serenissima venne storicamente riconfermata dinanzi ad una delle più brutali espressioni di veemenza della rivoluzione napoleonica, teatro della quale furono proprio i territori di Terraferma della Serenissima Repubblica. Durante le "Pasque Veronesi", dell'aprile del 1797, a fianco dei cittadini Veronesi insorti contro i Francesi, combattè un reparto di Schiavoni ed i "soldati oltremarini" "menarono" "strage degli avversari". Tuttavia i concittadini veneti e dalmati ebbero la peggio e furono massacrati dai Francesi. Gli Schiavoni presidiarono Vicenza, Padova, Poveglia, difendendo il forte di Brondolo. In laguna, Alvise Viscovich, di Perasto, al comando della goletta "Annetta Bella", affondò il vascello francese "Liberateur d'Italie". La potenza marinara veneziana ebbe la meglio sugli invasori napoleonici, non analoga sorte ebbe la risoluzione militare terrestre, che vide la netta supremazia dei corpi d'armata cisalpini, determinando il definitivo crollo della millenaria Repubblica.
1° luglio 1797 (Altre fonti indicano il 30 giugno) - Occupazione austriaca della città. Protesta della Municipalità provvisoria di Venezia contro l'occupazione austriaca della Dalmazia e dell'Istria. Le insegne di San Marco vengono riposte sull'Altar Maggiore del Duomo di Sant'Anastasia, con solenne sfilata per le calli di tutta la guarnigione. Il Sergente Generale Antonio Stratico, in lacrime, bacia il vessillo. Dopo di lui i 160 ufficiali della guarnigione, seguiti da tutto il popolo. Ricorda Lorenzo Licini nel suo diario che "talmente delle lacrime rimasero bagnati i vessilli come se fossero stati immersi nell'acqua".
12 maggio 1797 - In Palazzo Ducale, a Venezia, si tiene l'ultima seduta del Maggior Consiglio, che abdica. Viene adottato il sistema del proposto rappresentativo governo. Scoppiano tumulti popolari. Tre giorni più tardi il Doge lascia il Palazzo e le truppe francesi entrano in Venezia. Il giorno ulteriormente successivo, viene firmato il Trattato di Milano tra la Repubblica Veneta e la Repubblica francese. L'ultimo proclama del Doge annuncia la costituzione della Municipalità provvisoria.
9 gennaio 1798 - Devastazione dell'Arsenale di Venezia, culla fisica della potenza marinara della Serenissima e distruzione del Bucintoro, splendido e massimo simbolo dogale. Nove giorni più tardi i Francesi abbandonano Venezia, sostituiti dagli Austriaci.
26 dicembre 1805 - Pace di Presburgo. Zara passa con la Dalmazia intera a Napoleone, entrando poi a far parte del Regno Italico (e poi, dal 1809, delle Province Illiriche). Anche Venezia ed il Veneto vengono accorpate al Regno d'Italia d'obbedienza francese.
19 gennaio 1806 - I Francesi rioccupano Venezia.
1806 - Vincenzo Dandolo amministra abilmente e vigorosamente la Dalmazia, che rimarrà parte del Regno d'Italia fino all'ottobre del 1809 quando, sempre nell'ambito dell'Impero napoleonico, verranno costituite le Province Illiriche.
1806 - Mantenuta a lungo l'autonomia, presa in mezzo tra Russi e milizie del Regno italico, Ragusa apre le porte a queste ultime, e viene incorporata, con tutta la Dalmazia, al Regno italico. Cade così la "Repubblica di Ragusa", già quinta e più longeva Repubblica marinara italiana.
1809 - La Dalmazia è parte integrante delle Province Illiriche.
1807-1813 - Castelnuovo è controllata dai Francesi.
1813 - L'Impero Austriaco diviene nuovamente dominatore incontrastato della Dalmazia.
8 dicembre 1813 - Dopo un assedio di 32 giorni, Zara viene nuovamente occupata dagli Austriaci.
16 aprile 1814 - Armistizio tra Impero Francese ed Austriaco. Venezia ritorna all'Austria. Il 19 aprile le truppe austriache la rioccupano ed il 24 aprile Venezia è proclamata città regia.
1821-1848 - I Dalmati italiani si riconoscono e partecipano al Risorgimento italiano, diffondendone i valori anche nella loro regione natìa.
1828 - Leone XII unifica le metropoli della Dalmazia (Spalato, Ragusa, Zara, Antivari), sotto l'unica di Zara.
1828 - Leone XII unifica le metropoli della Dalmazia (Spalato, R., Zara, Antivari), sotto l'unica di Zara.
30 dicembre 1847, Padova, Ateneo Veneto - Conferenza di Niccolò Tommaseo "Sullo stato delle lettere italiane". Il relatore invoca attraverso d'essa l'abolizione della censura austriaca e rivendica l'Unità italiana.
1848 - Accorate manifestazioni irredentistiche italiane.
1848 - 1860 - Risveglio nazionale dei Dalmati Slavi.
1848 - La struttura del governo imperialregio austriaca non è ancora fortemente accentrata, ma la violenta repressione dei moti risorgimentali italiani nel Lombardo-veneto e non solo, da un lato e la politica basata sull'antico concetto del "dividit et impera", dall'altro, non tende a mitigare le speranze autonomiste degli Italiani in Dalmazia e quelle degli annesionisti croati, rispettivamente contraie e favorevoli all'unione del Regno di Dalmazia con il Regno di Croazia, con Zagabria capitale.
19 gennaio 1848 - Arresto di Manin e di Tommaseo. A metà marzo scoppia la rivoluzione a Vienna e viene destituito il cancelliere Metternich. Il 17 marzo Manin e Tommaseo sono nuovamente liberi.
23 aprile 1859 - Ultimatum austriaco al Piemonte, respinto 72 ore dopo. Il 29 aprile l'esercito francese valica il Moncenisio e l'8 giugno re Vittorio Emmanuele II e Napoleone III, imperatore dei Francesi, entrano a Milano. L'11 luglio viene firmato l'Armistizio di Villafranca: scompare in seno all'Impero d'Austria il vicereame del Lombardo-Veneto. La Redenzione riguarda però la sola Lombardia.
1860 - 1882 - Spalato diviene progressivamente la principale città della Dalmazia, grazie al grande sviluppo urbanistico voluto dall'illuminato Podestà Dott. Antonio Baiamonti. Nel 1882, secondo l'Istituto Lessicografico Jugoslavo, le elezioni del 1882 portarono alla vittoria il Partito Nazionale Croato, che voleva l'annessione della Dalmazia al Regno di Croazia.
17 marzo 1861 - Proclamazione del Regno d'Italia.
1861 - A Zara, nuove manifestazioni irredentistiche italiane, di vasta e spontanea partecipazione.
19 ottobre 1866 - Il Regio Esercito Italiano entra a Venezia, liberandola: è la Redenzione dell'antica capitale della Serenissima, che il giorno 21 vota il Plebiscito per la sua riannessione alla Madrepatria. Il sogno di Manin e di Tommaseo si concretizza. Il 7 novembre Vittorio Emmanuele II, Re d'Italia visita la città lagunare redenta.
8 aprile 1866 - Italia e Prussia s'alleano contro l'Impero d'Austria; il 24 giugno il Regio Esercito Italiano e l'Imperialregio Esercito Austroungarico si fronteggiano a Custoza, il 20 luglio le due flotte si scontrano a Lissa; il 22 luglio Austria e Prussia firmano un armistizio.
Novembre 1868 - Zara viene dichiarata città libera, cessando d'essere fortezza.
29 ottobre 1918 - Insurrezione di Zara.
4 novembre 1918 - Il Comandante De Bochard entra con le truppe italiane a Zara, issando il Tricolore.
1918 - Caduta dell'Impero Asburgico e nascita del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, guidato dalla dinastia dei re serbi Karagjorgevič, in seno al quale i Croati risultarono profondamente delusi della scarsa autonomia concessali. I Patti di Londra del 1915 avevano sancito la riannesione della Dalmazia al Regno d'Italia: così purtroppo non avverrà!
1920 - Il Trattato di Rapallo fra Jugoslavia ed Italia riconosce a quest'ultima la sola città di Zara e l'isola di Lagosta, che si costituiranno Provincia del Regno d'Italia. Decine di migliaia di Dalmati italiani rimasero delusi dall'epilogo post-risorgimentale della sorte amministrativa delle loro terre natie. Parecchi di essi abbandoneranno le loro città d'origine per emigrare a Zara, Pola o nel resto d'Italia. Sebenico, Spalato, Macarsca, Traù, Ragusa, Cattaro e decine e decine d'altri centri o nuclei abitati tra città e paesi si svutoteranno della popolazione di lingua e cultura latino-veneta che per duemila anni costituì la maggioranza etnica degli abitanti della costa dalmata. Il risultato del Trattato di Rapallo fu l'esodo della popolazione italiana di Dalmazia.
1920 - In seguito al Trattato di Rapallo, la Città, con le isole di Lagosta e Pelagosa, viene definitivamente riannessa alla Madrepatria: l'Italia, costituendone una nuova Provincia. Non così il resto della Dalmazia.
5 gennaio 1921 - Proclamazione dell'annessione alla Madrepatria.
1922 - In Italia, con la "Marcia su Roma", ascende al potere il Partito Fascista, che porterà un profondo ed efferato mutamento costituzionale al Regno, con l'istituzione della dittatura (di Benito Mussolini), che in seguito determinerà la proclamazione delle leggi razziali (1938) e l'entrata in guerra del Paese (1940).
1932 - Sale al potere in Germania il Partito Nazional-socialista ed Adolf Hitler (ispiratore e fondatore del movimento), quale Cancelliere del Reich (nomina:gennaio 1933). Le conseguenze di questo avvenimento condizioneranno tragicamente le vicende umane dell'intero continente europeo (e quindi della Dalmazia stessa) e del resto del mondo. Le efferate influenze dei principi ispiratori del Nazismo (basati sul primato della razza ariana sugli altri popoli, considerati impuri), provocheranno l'esplosione della Seconda Guerra Mondiale, la deportazione e lo sterminio sistematico di milioni di cittadini Israeliti o non ariani o oppositori del regime nazista da tutta Europa e dai Paesi occupati dal III Reich, dai Paesi alleati ad esso (Italia ed, in Asia, Giappone) o dai governi fantoccio da essi istituiti negli Stati occupati (Francia, Croazia, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, Romania, ecc.).
1934 - Re Alessandro di Jugoslavia viene assassinato da un sedicente gruppo d'estremisti croati guidati da Ante Pavelić.
1939 - La Germania invade la Polonia. Scoppia la Seconda Guerra Mondiale che vedrà gli eserciti dei Paesi dell'Asse Roma, Berlino, Tokyo e quelli dei Paesi da essi occupati, contrapporsi a quelli della Gran Bretagna (unico Paese europeo che non verrà invaso dalle armate del III Reich), dei Paesi del Commonwealth britannico, degli Stati Uniti d'America e dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
1940 - L'Italia entra nel Secondo conflitto mondiale, quale alleata della Germania.
Maggio 1941 - In seno al Governatorato italiano di Dalmazia, costituzione della Provincia di Spalato.
18 maggio 1941 - Accordo italo-croato che erige Zara a capoluogo della Dalmazia.
1941 - Occupazione italo-tedesca. Nasce uno stato indipendente croato che verrà guidato da Ante Pavelić che s'appoggia agli ustascia fascisti. Contemporaneamente sorge il movimento comunista partigiano guidato da Tito. Ma sul terreno operano anche i cetnici che lottano per il ritorno di re Pietro Karageorgevich, esule a Londra.
Ottobre 1943 - Inizio dell'occupazione tedesca della Dalmazia (che diviene parte integrante dell'Adriatische Künstenland).
Dopo l'8 settembre 1943 - La Dalmazia viene accorpata all'Adriatische Künstenland (Litorale Adriatico) del III Reich. L'Italia perde di nuovo e definitivamente la sovranità sulle Province di Spalato, di Cattaro, etc., riorganizzate nel 1941, dopo l'occupazione di quelle terre.
Dal settembre 1943 - La popolazione italiana di Zara (il 70% della popolazione residente d'allora), incomincia ad abbandonare la città, rifugiandosi a Trieste e di là in altre parti d'Italia.
1943 - 1944 - La Città, durante tutto il secondo conflitto mondiale subì durissimi bombardamenti, sotto i quali trovò la morte un alto numero di suoi abitanti. Più dell'80% della monumentale città d'arte, comprese le millenarie chiese e le più che cinquecentenarie testimonianze veneziane, vennero rase al suolo: si trattò, specie verso la fine del conflitto, di un'operazione chirurgica di pulizia etnico-culturale per cancellare l'italianità di Z. e la Dalmazia a favore della Jugoslavia (riscostituitasi come Repubblica Federativa Socialista, per opera del Maresciallo Tito e della politica di espansionismo panslavistico), che appoggiò gli Alleati contro i Paesi dell'Asse.
Maggio 1944 - Termina l'occupazione tedesca della Dalmazia (fine dell'Adriatische Künstenland).
31 ottobre 1944 - L'Esercito popolare jugoslavo occupa la città, capitale per più di due ere della Dalmazia e fino al 1943 sigillo della cultura ellenico-latino-veneta di questa regione costiera.
1945 - Nasce la Repubblica Socialista di Jugoslavia. La Venezia Giulia storica (le Province di Trieste e di Gorizia, Pola e Fiume), pesantemente mutilata di gran parte del suo territorio, viene amministrata dal Governo Militare Alleato. Nasce l'effimero Territorio Libero di Trieste che viene diviso in due aree: la Zona A, settore settentrionale (corrispondente alla attuale Provincia di Trieste, sebbene ulteriormente privata dei Monti di Muggia dal 1947), in amministrazione provvisoria anglo-americana e la Zona B (corrispondente al Capodistriano), in amministrazione provvisoria jugoslava. Inaspritasi a guerra finita l'operazione di pulizia etnica anti-italiana in Istria ed in Dalmazia, promossa e favorita dal governo slavo-comunista del Maresciallo Tito, inizia il grande esodo della popolazione Giuliano-dalmata di lingua e cultura italiana.
10 Febbraio 1947 - Per il Trattato di pace l'Italia è costretta a perdere più di 11mila kmq di territorio nazionale, quasi tutta la Venezia Giulia (Istria e Carniola Occidentale), Fiume, l'enclave di Zara e le città dalmate, storicamente italiane, rioccupate nel 1941. Il definitivo cambiamento di sovranità e soprattutto l'efferata operazione di pulizia etnica anti-italiana in Istria ed in Dalmazia perpetuata dalle truppe e dai partigiani Slavicomunisti, rende l'Esodo delle genti giuliano-dalmate sempre più pressante. Le città istriane si spopolano di più del 60% dei loro abitanti.
1946 - Zara, ridotta a ruderi, passa alla Jugoslavia, seguendo il destino della Repubblica Federativa Socialista…
1947 - Trattato di Pace tra Alleati ed Italia, che perde le terre orientali, redente nel 1918: la Venezia Giulia storica con Fiume e Pola, le isole del Quarnaro, Zara e le isole dalmate meridionali. La Zona B del T.L.T., in amministrazione provvisoria jugoslava, si espande di qualche chilometro quadrato, sottraendo ulteriormente all'Italia suo territorio. Nello stesso anno, Gorizia, già pesantemente punita per la perdita di ben più della metà del suo territorio provinciale, viene restituita all'Italia. Ricostituirà Provincia, annettendo il settore nord-occidentale della ex Provincia di Trieste (Monfalcone ed il Monfalconese, Gradisca ed il grande territorio comunale di Grado). Il grande esodo della popolazione italiana d'Istria, Fiume e Dalmazia s'inasprisce e supera ormai i 300mila profughi.
26 ottobre 1954 - La Città di Trieste e la Zona A del Territorio Libero di Trieste si ricongiungono alla Madrepatria. Non così la Zona B, sebbene a maggioranza etnica italiana. Cessa così definitivamente l'amministrazione del GMA - Governo Militare Alleato e l'esistenza del TLT stesso.
1980 - Muore Tito. S'incrina lo spirito costituzionale della federazione di sei repubbliche da lui fondata alla fine della guerra civile che insanguinò il territorio del Regno dei Serbi, Bosniaci, Croati e Sloveni, contemporanea al Secondo Conflitto Mondiale.
1991 - '92 - La Croazia e la Slovenia dichiarano la propria indipendenza dalla Repubblica Federativa di Jugoslavia. Scoppia la guerra dei Balcani tra Croati e Serbi e tra questi ed i Bosniaci. Le truppe serbe occupano parte della Dalmazia e stringono in una morsa Zara, Sebenico e Ragusa, che viene bombardata da terra e da mare (vd.). Nella Dalmazia interna la Kraijna con capitale Knin (srb. Tenin), popolata in forte maggioranza da Serbi ortodossi, si costituisce in Repubblica indipendente. Le guerre interjugoslave spaccheranno anche le Repubbliche che componevano la Federativa, abitate da diverse etnie slave, trasformandosi anche in guerre civili.
1991 - '92 - La Croazia e la Slovenia dichiarano la propria indipendenza dalla Repubblica Federativa di Jugoslavia. Scoppia la guerra dei Balcani tra Croati e Serbi e tra questi ed i Bosniaci. Le truppe serbe occupano parte della Dalmazia e stringono in una morsa Zara, Sebenico e Ragusa, che viene bombardata da terra e da mare (vd.). Nella Dalmazia interna la Kraijna con capitale Tenin (cr. Knin), popolata in forte maggioranza da Serbi ortodossi, si costituisce in Repubblica indipendente. Le guerre interjugoslave spaccheranno anche le Repubbliche che componevano la Federativa, abitate da diverse etnie slave, trasformandosi anche in guerre civili.
25 giugno 1991 - La Repubblica di Croazia proclama la sua indipendenza dalla Repubblica Federativa di Jugoslavia.
Luglio - dicembre 1991 - Si sviluppa, concentrandosi principalmente in Krajina ed in Slavonia, un aspro conflitto tra il gruppo etnico serbo in Croazia, che rivendica (sostenuto prima dall'esercito federale jugoslavo e poi dal governo centrale jugoslavo), l'autonomia da Zagabria. L'8 ottobre la Croazia viene riconosciuta dalla comunità internazionale.
Primi Anni Novanta - La Dalmazia diviene parte della Repubblica di Croazia, subendo una suddivisione amministrativa in almeno tre Contee (vd.1998).
1991 - '92 - La Croazia e la Slovenia dichiarano la propria indipendenza dalla Repubblica Federativa di Jugoslavia. Scoppia la guerra dei Balcani tra Croati e Serbi e tra questi ed i Bosniaci. Le truppe serbe occupano parte della Dalmazia e stringono in una morsa Zara, Sebenico e Ragusa, che viene bombardata da terra e da mare (vd.). Nella Dalmazia interna la Kraijna con capitale Tenin (cr. Knin), popolata in forte maggioranza da Serbi ortodossi, si costituisce in Repubblica indipendente. Le guerre interjugoslave spaccheranno anche le Repubbliche che componevano la Federativa, abitate da diverse etnie slave, trasformandosi anche in guerre civili.
1995 - Viene firmato il Trattato di Pace di Dayton (USA), che sancisce la fine della guerra nei Balcani. Sulla mappa oggi esistono cinque stati indipendenti: Slovenia, Croazia, Macedonia, Federazione Bosniaca e Serbia - Montenegro.
Estate 1995 - Cessa d'esistere l'autoproclamata Repubblica serba di Krajina e le truppe croate (riprendendo Tenin=Knin), ne riconquistano l'intero territorio ed il controllo d'esso, riannettendolo di fatto alla Repubblica di Croazia.
1998 - Il governo della Croazia (riprendendo il 15 gennaio anche il controllo della Slavonia orientale, un tempo a maggioranza etnica serba, sottoposta dal gennaio 1996 all'amministrazione transitoria dell'Organizzazione delle Nazioni Unite), amministra una Repubblica rappacificata. La nuova suddivisione amministrativa interna in contee interessa anche la Dalmazia, spaccandone purtroppo l'unità storica e geografico-politica. Nascono così da N a S le seguenti quattro Contee: Zara - Knin, Sebenico, Spalato - Dalmazia, Ragusa - Narenta.
Famiglie Nobili
Colore
ADDOBBATI, degli
BALBI, de'
BARBARICH Conti
BENVENUTI de' Nobili
CIVALELLI Conti
DENARO de' Conti ereditari
DETRICO Nobii
FELINOVICH de' TREUSTERN Nobili
FILIPPI Patrizi
GODEASSI - GOEEAS Nobili
OBERTI di VALNERA Nobili
PARMA - LAVAZZOLA
SEMONICH Conti
SOPPE de' Conti
TORRE e TASSO Principi
VALARESSO Conti
VENIER Conti
Bianco e nero
BERSA von LEIDENTHAL Cavalieri Ereditari
BRAICICH Nobili
BARBARANI Conti
BARBIERI Nobili
BATTISTI Cavalieri ereditari de' Santo Giorgio
BEGNA Conti
BEGNA Conti di Bencovich
BELLI de' Nobili
BIANCHINI Conti
BLONDUS Nobili
BORELLI Conti
BOUDIN DE LAGARDE Nobili
BOZZELLI Patrizi
BRADY Baroni
BUDUA ANTONIOLI Nobili
CALIFFI Conti
CALVI - TOLETTI Patrizi
CARRARA de' Nobili
CASTELLI Nobili
CATTANEO Conti
CEDOLINI Conti
CERNIZZA Von Nobili
CIPRIANIS QUARCO de' Conti
COPILLI - CUPILLI Nobili
CORNER Nobili
CORPONESE Nobili
CORTESE Nobili
CORVINO Prncipi di Sangue Reale
DONDA - ZANI Nobili
FANFOGNGA de' Conti
FRANCESCHI de' Nobili
FUMATI Patrizi
GALLENO Patrici


 Note Turistiche

Fino al 1944, Z. conservò un impianto urbanistico organico a pianta ortogonale, strutturantesi sull'orientamento dell'antico cardo massimo disposto sull'asse ONO-ESE (corrispondente alla baricentrica Calle Larga) e del decumano, disposto sull'asse NNE - SSO.
Il tessuto urbanistico era caratterizzato dallo sviluppo di settantadue calli, collegate tra loro da quindici campielli.
La distruttiva operazione di coventryzzazione subita da Zara nella seconda metà dell'ultimo conflitto mondiale ne ha profondamente mutato l'assetto urbano e l'aspetto.
Le stratificazioni secolari e le citate distruzioni belliche ne sfigurarono il centro storico, del quale ora sono sostanzialmente riconoscibili un'area d'epoca romana caratterizzata dal tessuto a maglie ortogonali, nel cuore della città peninsulare (della Iadera romana, già allora attivo polo e porto commerciale, ci sono giunte importanti e preziose testimonianze, alcune riportate alla luce dai bombardamenti, tra le quali i resti degli impianti d'edifici civili (Foro ed altri) e spirituali (Basilica romana), nonché altre opere ed infrastrutture inserite nella cinta muraria (porte urbane) o esterne ad essa, destinate all'approvvigionamento idrico (Acquedotto) o al tempo libero (Teatro), ecc.), e un'area riconducibile all'espansione veneziana avvenuta tra il 1400 ed il 1700 compreso, ad Ovest, caratterizzata dall'andamento tortuoso delle calli.
Della Zara romana c'è ancora da ricordare la Necropoli, esterna, ovviamente, alle mura.

Procedendo tuttavia ad una descrizione storico-monumentale dettagliata ed organica della Città di Zara, bisogna ricordare che il suo impianto urbano sorge su una penisola, collegata ad ENE a Ceraria da un ponte, attraversante il canale del porto e naturalmente congiunta al continente, a SSE.
Con questo orientamento il viale XXVIII Ottobre, proveniente dalla Valle de’Ghisi (vd.), immetteva nel centro storico, fondendosi in tre campielli praticamente contigui; a sinistra, verso Mezzogiorno,

il Campo dei Cinque Pozzi (1575), dalle cinque vere ottagonali, al centro il Campo Vincenzo Dandolo, delimitato a SSO dal Palazzo del Capitan Grando, ed a NNO, dall’ala sudorientale del Palazzo del Governo.
Infine, a NO sorgeva il Campo San Simeone, delimitato anch’esso a sinistra dal Palazzo del Governo ed a destra dall’omonima chiesa.

Chiesa di San Simeone
Vi si conservava l'Arca d'argento di San Simeone (opera del 1380 di Francesco da Milano, commissionata da Elisabetta , moglie di Luigi I d'Ungheria).
L'edificio sacro, realizzato (1377-1380), da Francesco da Sesto ed aiuti croati, conserva rilievi riproducenti scene relative alla leggenda del Santo al quale è dedicato ed all'esistenza terrena dei sovrani magiari.
A destra del settore absidale, sorgeva la Casa Vovò.

Proseguendo verso NNO da Campo San Simeone, lungo la Calle Carriera, prolungamento sudorientale della Calle Larga, si raggiungeva l'antica Piazza dei Signori, nella quale sorgevano, in senso orario: il Palazzo della Gran Guardia (XV sec., prob.1562), con la Torre dell'Orologio (realizzata nel 1798).

la Loggia civica (di G.G.Sanmicheli; altre fonti la fanno risalire ad un rifacimento del 1565, secondo indicazioni di M.Sanmicheli).
Alle sue spalle oggi sorge una piazza (corrispondente all’isolato che separava Calle Carriera dalla Calle San Simeone), sulla quale s'affaccia la facciata chiesa di San Simeone.
Attualmente è sede di una galleria di pittori contemporanei.

Proprio il Palazzo della Gran Guardia (separato dal Palazzo del Governo dalla Calle dell'Armamento), immetteva nella Calle Larga e quindi nella Calle D’Annunzio ed in Piazza Duomo, ovvero nel settore urbano che avrebbe subito i più disastrosi bombardamenti nel 1944, per i danni al patrimonio storico-monumentale italiano ed europeo, che sarebbe andato perduto per sempre.
La totale e rovinosa trasfigurazione del paesaggio urbano della Città di Zara, con il preciso scopo di estirpare anche il ricordo dell’impronta culturale veneziana e quindi italiana, in quest'area avrebbe patito i danni più deleteri anche per la preziosità del patrimonio interno agli splendi monumentali edifici sacri e civici.

Piazza delle Erbe
Questa zona attualmente corrisponde all’area dell'antico foro romano (lambito dal decumano), ed è oggi una piazza molto vasta, che si contrappone al resto del centro storico, caratterizzato dalla notevole densità dell'ambiente edificato e delle tracce degli impianti preesistenti alla seconda guerra mondiale.
La piazza (in cr.Zeleni trg) costituisce ora uno scenografico orto lapidario: resti di colonne, sarcofaghi ed archi romani sono distribuiti alla rinfusa...
Sulla piazza delle Erbe si affacciano oggi tre chiese (Chiesa di San Donato, Duomo, Chiesa del monastero di Santa Maria, ecc.), che sono riportate qui di seguito, ed un moderno edificio, il Museo Archeologico.

Duomo (attualmente costruzione romanica del XIII sec., con cripta del XI sec.).
Un tempo affacciantesi solo sulla piazza del Duomo e diviso da piazza delle Erbe dall'Arcivescovado.
Nella Cattedrale di Sant'Anastasia (interno a tre navate, divise da pilastri con colonne binate e matronei esafori), in stile gotico pisano, si conservavano dipinti di Carpaccio (parte di Polittico del 1480 cca), tele di Palma il Giovane e, nel Tesoro, preziosissimi reliquiari; parte integrante del complesso monumentale di Z. Il Duomo, eretto per volontà di Enrico Dandolo, è affiancato da un isolato e massiccio campanile.
La facciata a tre portali fu compiuta nel 1324 ed è ornata, sulla sua sommità, da gallerie cieche e due rosoni.

Battistero, databile tra il VI ed il IX sec. (distrutto dai bombardamenti del 1944).
Ottagonale, raso completamente al suolo dal furioso bombardamento del 1944, mirante alla cancellazione etnico-culturale dell'identità zaratina.

Chiesa di Sant'Elia
Eretta sul luogo del campidoglio e di un tempio romano, di fronte al Duomo.
Alle sue spalle (a NNO), il Seminario.

Chiesa di San Donato (probabilmente della prima metà del IX sec.).
A pianta circolare, con due piani di navate anulari e tre grandi absidi (radiate) sulla parte centrale; meraviglioso esempio altomedioevale d'arte bizantina, che con il Duomo e lo scomparso battistero faceva parte del nerbo del complesso monumentale di Zara.

Chiesa di San Francesco (del 1282, poi rimaneggiata, con chiostro del XVI sec.).
Conserva opere scultoree di Niccolò da Firenze (1482), pittoriche di Palma il Giovane e L.Bastiani ed una preziosa collezione di corali miniati.

Chiesa del monastero di Santa Maria della Salute (risalente al XVI sec., dotata di bella facciata veneziana, sala capitolare del XII sec. e con pregevole campanile in stile lombardo del 1105 ).
Tra l’area dell’antica piazza delle Erbe ed il Porto, ad ESE, sorge

la chiesa di San Grisogono (XII sec.).
Anticamente al suo posto sorse un emporio; sulla sinistra è situata la sede del Museo Civico e

la Porta Marina, del 1571 (l'anno della battaglia di Lepanto).

Ad OSO del Campo dei Cinque Pozzi, s’apre un’altra preziosissima area storico-monumentale zaratina, quella circostante La Fossa, insenatura semiartificiale e porticciolo delle piccole imbarcazioni da pesca zaratine, delimitato a NNE dalla riva sulla quale sorge la

Porta Terraferma (1543), di M.Sanmicheli, monumentale opera d'ordine toscano-dorico (arco trionfale a tre fornici), sulla quale rimane scolpito un leone di San Marco.
A ESE sorge

La Cittadella (1574 ),
voluta da Francesco Mocenigo, parte integrante delle grandi opere militari e civili (la maggiorparte delle quali orientate verso Settentrione), che interessarono Z., dopo la sconfitta turca, nella seconda metà del XVI e per tutto il XVII sec. (epoca di massimo splendore).
Vi fanno parte i possenti bastioni poligonali, ai quali si può accedere via acqua dalla Fossa.
Nella stessa zona sorge il

grande Arsenale, del XVI sec.

Sono ancora da ricordare, tra gli edifici, le infrastrutture ed i monumenti civici:

gli accessi da Oriente alla Città di Zara, la Porta San Rocco e la Porta del Conte, alla confluenza della

Riva IV Novembre e della

Riva San Rocco (delimitanti il Porto-canale), con il ponte di Ceraria;

la Torre di Buovo d'Antona, pentagonale, dei secc. XIII-XIV;

il Museo, che possedeva una rarissima raccolta di vetri romani, sculture, monete, ecc., andata distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale,

la Biblioteca Paravia, fondata dal letterato torinese Pier Alessandro Paravia, nel 1855,

e tra gli edifici sacri, oltre alla già menzionata San Francesco, la chiesa della Madonna del Castello attigua a Campo Castello e vie e calli interne a Zara, la cui toponomastica si ricollegava alla sua storia medioevale, come via della Crociata.

 Documentazione
 Galleria Cimiteri ?